Apparecchi acustici

Cosa fa l’audioprotesista?

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Quando si parla di recupero uditivo, una delle figure professionali più importanti per la buona riuscita del trattamento è quella dell’audioprotesista, figura tecnico-sanitaria dalle cui abilità può dipendere gran parte del livello di soddisfazione futura di chiunque si accinga ad utilizzare apparecchi acustici in seguito ad una diagnosi di ipoacusia. 

Ma chi è l’audioprotesista? E nello specifico, qual è il suo ruolo nel processo di riabilitazione uditiva? 

Audioprotesista e apparecchi acustici 

Il termine già suggerisce in parte la sua funzione, ovvero colui che si occupa della parte audioprotesica. Detta in parole più semplici, è il professionista specializzato in applicazione e regolazione delle protesi acustiche, meglio note come apparecchi acustici. 

Questi dispositivi, spesso, vengono erroneamente considerati dei “semplici” supporti tecnologici che aiutano le persone con debolezza uditiva a sentire più forte. La questione, in realtà, non si limita al volume: gli apparecchi acustici, infatti, possono considerarsi a tutti gli effetti dei prodigi della tecnologia moderna in grado di aiutare a sentire bene e a sopperire le specifiche carenze uditive della persona ipoacusica.

Si tratta di veri e propri computer miniaturizzati che catturano il suono e lo elaborano a seconda delle specifiche esigenze uditive del paziente. Motivo per cui necessitano di un’apposita programmazione per “tararli” sulle giuste frequenze. 

Ed è qui che interviene l’audioprotesista. 

L’importanza del fitting

Come accennato in precedenza, il test dell’udito è il primo step per conoscere approfonditamente la capacità uditiva del paziente e per capire bene dove intervenire grazie all’ausilio degli apparecchi acustici. 

Una volta rilevate le specifiche mancanze uditive del paziente, l’audioprotesista potrà eseguire il settaggio (fitting) dei dispositivi grazie all’ausilio di software appositamente realizzati per questo scopo. L’abilità dell’audioprotesista sarà proprio legata alla sua bravura nel programmare gli apparecchi acustici affinché garantiscano il miglior risultato possibile in funzione delle necessità dell’utilizzatore. 

Necessità legate non soltanto all’aspetto prettamente uditivo, ma anche ad altri fattori tra cui stile di vita, modo di relazionarsi con gli altri, attitudine alla sedentarietà e tutte quelle variabili che possono incidere positivamente o negativamente sulle esperienze d’ascolto di tutti i giorni. 

Abituarsi agli apparecchi acustici richiede tempo 

Questo è un altro elemento da tenere in considerazione: iniziare ad utilizzare apparecchi acustici significa ritornare ad ascoltare suoni ormai dimenticati. Ciò può provocare disorientamento in un primo momento, ma pian piano – complici le regolazioni periodiche effettuate dal tuo audioprotesista di riferimento – l’esperienza con i dispositivi diventerà sempre più soddisfacente. Fino al punto che indossare apparecchi acustici, e immergersi nuovamente in una realtà ricca di suoni, sarà una cosa del tutto naturale. 

Come si diventa audioprotesisti? 

La strada per diventare audioprotesisti prevede il conseguimento di una laurea triennale in Tecniche Audioprotesiche e un’abilitazione alla professione che, a sua volta, richiede la partecipazione a corsi di aggiornamento. 

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