Abbiamo parlato a più riprese di acufene, ovvero la percezione di un fischio, un fruscio, un sibilo o un ronzio in assenza di una fonte esterna che produca realmente il rumore. Questa sensazione può manifestarsi in maniera episodica oppure rappresentare una condizione persistente, cronica: quest’ultima eventualità sottopone chi ne è affetto ad una quotidianità più difficile, a maggior ragione considerando che attualmente non prevede una cura definitiva.
Sebbene non esista una cura, l’acufene cronico prevede una serie di trattamenti riabilitativi in grado di limitare l’intensità dei sintomi e di migliorare la convivenza con il disturbo. L’approccio riabilitativo più accreditato dagli esperti è quello della TRT, nota anche come terapia del suono. Questo approccio si basa su una sorta di “rieducazione” del cervello di fronte allo stimolo sonoro che procura disturbo. L’obiettivo è di mascherare il fischio con suoni piacevoli, rilassanti, spesso regalati dalla natura: i cosiddetti rumori bianchi.
Il suono della pioggia, quello delle cascate, il canto degli uccellini oppure il fruscio delle onde del mare sono alcuni degli esempi più comuni di rumori bianchi. Non a caso, alcuni apparecchi acustici di ultima generazione prevedono la possibilità di ridurre l’intensità degli acufeni – tramite App su smartphone – attraverso programmi di ascolto basati su playlist di questi suoni.
A questo proposito, due ricercatori dell’Università di Auckland, in Nuova Zelanda, hanno analizzato gli effetti a breve termine del suono oceanico sulla percezione dell’acufene. Focalizzandosi, però, su due variabili per capire quale potesse essere più efficace: il suono “semplice” delle onde oceaniche e il suono delle onde oceaniche con i battiti binaurali.
Cosa sono i battiti binaurali?
Quando senti due suoni con una piccola differenza di frequenza tra una cuffia e l’altra, ciascuna delle due orecchie produce la percezione di una terza “immagine uditiva” diversa da entrambe: quest’ultima viene denominata battito binaurale (o tono binaurale).
Alcuni studi hanno evidenziato che i battiti binaurali siano in grado di influenzare le oscillazioni neuronali con un potenziale meccanismo di cambiamento psicologico o comportamentale. Tra cui il ritmo sonno-veglia e, appunto, la percezione dell’acufene, anche se gli studi a riguardo sono ancora limitati.
Gli autori hanno ipotizzato che i suoni oceanici, con l’aggiunta di battiti binaurali alfa, avrebbero fornito una maggiore riduzione a breve termine dell’acufene rispetto ai soli suoni oceanici.
Lo studio
Gli studiosi hanno raccolto i dati di 20 adulti con acufene costante e udito simmetrico sottoponendoli a valutazione audiologica e misurazioni psicofisiche dell’acufene. I partecipanti hanno ascoltato due stimoli uditivi differenti: onde oceaniche con e senza battiti binaurali di frequenza alfa (8 Hz).
Per valutare il grado di eccitazione e la percezione dell’acufene, i ricercatori hanno effettuato misurazioni prima e dopo ogni stimolo sonoro.
Sentire le onde del mare ha effetti positivi sull’acufene?
Secondo gli autori, il suono delle onde marine ha apportato piccoli miglioramenti nei punteggi di valutazione dell’acufene. Alcuni individui hanno mostrato maggiori miglioramenti con l’ascolto combinato dei battiti binaurali rispetto alle sole onde oceaniche, ma in linea generale questa aggiunta non ha fornito risultati significativi.
“Fino a quando non verrà intrapreso il lavoro per identificare le caratteristiche dei partecipanti che più probabilmente trarranno beneficio dai battiti binaurali, non ci sono prove sufficienti degli effetti positivi dei battiti binaurali combinati con i suoni dell’oceano ”, si legge tra le conclusioni degli autori.
Il suono del mare stimola alcuni neurotrasmettitori del benessere mentale
Un studio coreano ha evidenziato gli effetti positivi derivanti dall’esposizione al suono dell’oceano su 18 pazienti affetti da acufene cronico. Gli autori hanno riscontrato che sentire le onde del mare procurava nei volontari un incremento dei livelli di noradrenalina e serotonina, due trasmettitori fondamentali per la sensazione di rilassamento e benessere.
In definitiva, sentire il mare riesce ad alleviare leggermente l’acufene per un breve periodo.
Tanto basta per godersi appieno questo suono in grado di far viaggiare la mente.