Ipoacusia

Perdita dell’udito, vertigini e rischio di cadute

signora anziana caduta

Oltre ad essere l’organo dell’udito, l’orecchio è anche un organo estremamente importante per il nostro senso di equilibrio, motivo per cui gli attacchi frequenti di vertigine possono essere associati anche a disturbi uditivi e ipoacusia neurosensoriale. L’orecchio, infatti, insieme alla vista e al sistema muscolare-articolare compone l’apparato vestibolare.

Andando più nello specifico, l’orecchio interno è suddiviso in tre sezioni (chiamati Canali Semicircolari) fondamentali per garantire al cranio di compiere movimenti senza ripercussioni per l’equilibrio. Questi anelli, infatti, si avvalgono di cellule ciliate e di fluidi (endolinfa) per comunicare i diversi spostamenti del cranio al cervello.

Quando avviene un cortocircuito in questi meccanismi, è probabile che si debbano fare i conti anche con frequenti attacchi di vertigine.

E con un maggiore rischio di cadute, almeno stando agli esiti di uno studio statunitense.

Ipoacusia e rischio cadute 

Sebbene l’udito non sia generalmente considerato un fattore di rischio per le cadute, alcune ricerche suggeriscono un’associazione significativa tra valori audiometrici di perdita uditiva emersi da un test dell’udito e frequenza di cadute accidentali

A partire da questa constatazione, due studiosi provenienti dall’Università di Baltimora hanno condotto una ricerca che aveva l’obiettivo di approfondire questa possibile associazione attingendo dai dati di un campione rappresentativo della popolazione degli Stati Uniti di età compresa tra 40 e 69 anni.

Gli esiti dello studio sono piuttosto interessanti: ad ogni aumento di 10 dB della perdita uditiva corrispondeva una rischio di 1,4 volte maggiore di caduta nei 12 mesi precedenti alla rilevazione dei valori audiometrici.

Equilibrio e udito: quale relazione?

La correlazione tra udito ed equilibrio è quindi diretta, ma indipendentemente dalle motivazioni anatomiche è abbastanza facile intuire l’impatto della sordità sulla percezione dell’ambiente circostante

E, più in generale, sulla consapevolezza degli spazi.

A questo si aggiunge un’altra questione: chi ha problemi di udito investe inconsapevolmente più sforzi cerebrali per la comprensione del parlato, togliendo risorse per altre attività tra cui la coordinazione del corpo e la corretta andatura.

Ad ogni modo, sono necessarie ulteriori ricerche per determinare se la perdita dell’udito rappresenti un reale fattore di rischio sul quale intervenire appositamente per ridurre il rischio di cadute. 

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