Che fumare sia una cattiva abitudine a causa dell’impatto negativo sulla salute è cosa nota. Le sigarette, infatti, fanno male ai polmoni, al cuore, alle ossa e, più in generale, al sistema cardiovascolare. In generale, è stato dimostrato a più riprese che il fumo riduce le aspettative di vita e aumenta il rischio di sviluppare diverse forme tumorali.
E come se non bastasse, sembra fumare sia una cattiva scelta anche perché è associata ad un maggiore rischio di perdita uditiva. Questo, infatti, è quanto emerge da alcuni studi, tra cui uno particolarmente interessante condotto nel 2013 pubblicato sul Journal of Clinical & Diagnostic Research.
Quanto incidono le sigarette sull’udito?
Nella sostanza è questa la domanda che si è posta un team di ricercatori della JNMedical College, in India. Questo studio, infatti, è stato progettato con l’obiettivo di trovare la relazione tra fumo e perdita dell’udito in vari gruppi di età.
Gli autori hanno incluso nel campione di studio 148 volontari, di cui 108 erano fumatori e 40 non lo erano. La storia del fumo di tutti i soggetti di età compresa tra 20 e 60 anni è stata presa in dettaglio e le loro soglie audiometriche sono state registrate in una stanza insonorizzata da un audiometrista professionista.
Analizzando i dati audiometrici dei volontari fumatori, i ricercatori hanno riscontrato una preponderanza di ipoacusia in forma lieve (perdita di 26-40 db) nel 56,5% del campione mentre la forma grave era la meno comune (2,8%).
Più in generale, il fumo è risultato statisticamente associato alla perdita di udito: il 65,7% dei fumatori aveva anche perdita uditiva mentre la percentuale dei non fumatori con deficit uditivi era del 15%.
La tipologia di ipoacusia più comune tra i fumatori era di tipo neurosensoriale (77,5%), seguita dall’ipoacusia mista (18,3%): quest’ultima tipologia non è stata riscontrata tra i non fumatori.
Altro esito interessante: la gravità della perdita dell’udito nei fumatori è aumentata con l’aumento del numero di sigarette fumate e della durata del fumo. In altre parole, chi fumava di più aveva molte più possibilità di sviluppare ipoacusia (soprattutto neurosensoriale).
Perché il fumo fa male all’udito?
Sono stati ipotizzati vari meccanismi attraverso i quali il fumo di tabacco può influenzare l’udito. C’è chi attribuisce l’effetto ototossico all’azione della nicotina sulla coclea. Qualcun altro, invece, lo fa ricondurre all’esposizione prolungata al monossido di carbonio dei fumatori.
“Poiché i fumatori sono costantemente esposti a livelli di monossido di carbonio compresi tra 500 e 1.500 parti per milione, è stato suggerito che il monossido di carbonio nel fumo di tabacco provochi un aumento dei livelli di carbossiemoglobina nei fumatori, che a sua volta può ridurre l’ossigeno disponibile per l’organo di Corti, provocando un danno alle cellule ciliate che sono sensibili all’ossigeno”, spiegano gli autori.
Non solo. È noto che il fumo abbia un impatto sulla circolazione, di conseguenza anche sull’afflusso di sangue presso il sistema uditivo.
“I nostri risultati potrebbero portare a una futura disposizione per uno screening precoce nei fumatori per identificare eventuali problemi di udito e per eseguire un intervento tempestivo per correggerli”, concludono gli autori.