Spesso si sente parlare di apparecchi acustici, udito e conseguenze sul benessere delle persone ipoacusiche: ma quali sono gli aspetti per i quali un’ipoacusia trascurata può avere un impatto significativo? In altre parole, perché è importante indossare apparecchi acustici laddove necessario?
L’OMS ha provato ad affrontare l’argomento adottando un approccio multifattoriale, valutando l’impatto della perdita di udito sotto diversi punti di vista. Individuali, ma anche collettivi, facendo riferimento anche ai costi economici che la sordità trascurata impone alla sanità pubblica.
Impatto individuale
Le persone che trascurano una perdita di udito devono affrontare una grande sfida: preservare la comunicazione con gli altri. Una delle difficoltà più significative per i soggetti ipoacusici, infatti, è quella di conversare in ambienti rumorosi.
Chiedere frequentemente agli altri di ripetersi può essere frustrante e rendere più complesso coltivare relazioni sociali. In ambito familiare così come al lavoro.
Nei bambini, poi, l’udito gioca un ruolo cruciale nello sviluppo del linguaggio e della comunicazione: perdite uditive anche lievi o unilaterali, comunemente trascurate, possono avere un impatto negativo sull’istruzione e, indirettamente, sullo sviluppo delle capacità cognitive del piccolo. Dal canto loro, i genitori di bambini con ipoacusia hanno bisogno di supporto per affrontare le sfide che questo problema comporta per la famiglia.
In generale, la perdita di udito ha ripercussioni su occupazione, isolamento sociale, solitudine e salute mentale.
Come riporta l’OMS, le persone con difficoltà uditive hanno maggiore difficoltà a trovare lavoro, a mantenere relazioni significative con gli altri, oltre ad essere più vulnerabili ad episodi di depressione e solitudine.
A questo si aggiungono altre conseguenze che riguardano la correlazione statistica tra sordità e maggiore rischio di sviluppare forme di demenza senile e Alzheimer: le persone della terza età con maggiori difficoltà uditive sono statisticamente più esposte a deficit cognitivi.
Pur non essendo mai emersa una relazione causa-effetto, diversi studiosi ipotizzano che la debolezza uditiva possa affaticare maggiormente il cervello che, nel lungo periodo, ne paga le spese.
Impatto economico
Secondo i dati dell’OMS, il costo globale complessivo di ipoacusia non affrontata è superiore a 980 miliardi di dollari all’anno e include i costi relativi al settore sanitario, all’istruzione, alla perdita di produttività e ai costi sociali.
Il 53% di tutti i costi è attribuito a redditi medio-bassi paesi. Inoltre, i costi posti dall’otite media e dalla sua gestione sono molto alti.
Tuttavia, questi costi potrebbero essere mitigati da azioni preventive promosse da una maggiore diffusione di apparecchi acustici e altre tecnologie uditive.
Il ruolo di apparecchi acustici e tecnologie uditive
Il termine “tecnologie uditive” si riferisce ai dispositivi come apparecchi acustici, impianti cocleari e simili. L’OMS stima che nei Paesi a basso e medio reddito, meno del 15% delle persone che ne hanno bisogno riesca ad accedere a questi dispositivi.
Secondo le stime del Global Burden of Disease e dell’OMS, oltre 400 milioni di persone in tutto il mondo trarrebbero beneficio dall’uso di apparecchi acustici, ma meno di 68 milioni di persone li utilizzano effettivamente, indicando una copertura globale mancante dell’83%.
Mentre i paesi a basso reddito affrontano il divario di servizio più elevato (91%) per quanto riguarda gli apparecchi acustici, anche nei paesi ad alto reddito quasi tre quarti delle persone che ne hanno bisogno non li usano, sebbene i numeri mostrino che l’uso di apparecchi acustici riduca sostanzialmente la disabilità associata alla perdita dell’udito, soprattutto in coloro con ipoacusia moderatamente grave o grave.
Si stima che se ogni persona che ne ha bisogno utilizzasse un apparecchio acustico, il carico di malattia in questa popolazione sarebbe ridotto da 25 milioni a 10,3 milioni (una possibile riduzione del 59%).
L’accesso limitato agli apparecchi acustici riflette le sfide globali da affrontare, che sono nello specifico:
- costi elevati degli apparecchi acustici;
- mancanza di risorse umane e di servizi per fornire, adattare, mantenere e supportare l’uso dei dispositivi;
- scarsa consapevolezza e stigma associato alla perdita dell’udito.
In definitiva, l’uso degli apparecchi acustici può ridurre significativamente la disabilità associata alla perdita dell’udito.
Tuttavia, ci sono sfide da vincere per agevolare una cultura di benessere dell’udito e una maggiore diffusione di apparecchi acustici che possa aiutare a ridurre drasticamente l’impatto dell’ipoacusia.
Sulla salute individuale e sulla sanità pubblica.