Ipoacusia

Emicrania, ipoacusia e acufene: quale relazione?

By 30 Dicembre 2022 No Comments
donna emicrania occhiali

Tra le conseguenze indirette dell’ipoacusia, o perdita uditiva, i pazienti spesso lamentano una maggiore frequenza di mal di testa: ma le due condizioni sono davvero collegate? 

In altre parole, un udito debole può davvero essere la causa di emicranie? Ci sono diversi studi che hanno provato a fare chiarezza. Per esempio, una ricerca pubblicata su Cephalalgia condotta su oltre 10 mila pazienti con emicrania ha evidenziato che questo disturbo era correlato ad un rischio quasi pari al doppio (tasso di incidenza 1,8) di sviluppare ipoacusia neurosensoriale rispetto al gruppo di controllo. 

Recentemente, una revisione scientifica sui risultati di altri studi osservazionali ha posto nuovamente il focus su emicrania, acufene e perdita di udito, i cui esiti sono stati pubblicati sull’International Journal of Audiology, una delle riviste scientifiche più autorevoli sul benessere uditivo.  

C’è un collegamento tra perdita uditiva ed emicrania?

A quanto pare di sì, almeno dal punto di vista statistico. 

Infatti, dopo aver esaminato quasi 700 articoli, gli autori hanno selezionato 6 paper scientifici che racchiudevano complessivamente i dati di oltre 26 mila partecipanti maggiorenni, gli autori hanno rilevato che l’emicraniaha presentato un rapporto di probabilità elevata e un rapporto di rischio per l’acufene”, così come per la perdita uditiva, si legge dall’abstract.

Non solo. Altri due studi presi in considerazione dagli autori hanno evidenziato la presenza di emicrania nel 10,1% e nel 22,5% dei pazienti con acufene

Questi dati suggeriscono, quindi, che la salute uditiva può ritenersi un fattore in grado di incidere anche su questo aspetto. 

Trattandosi di studi osservazionali, gli esiti vanno comunque presi con cautela. 

Si attendono eventuali conferme dell’associazione tra emicrania e ipoacusia attraverso ricerche in grado di chiarire la relazione di causa-effetto tra le due variabili ed evidenziare i possibili meccanismi biochimici.

In attesa di nuovi studi, questa revisione è utile comunque per porre l’attenzione sulla questione e suggerisce a chi è alle prese con emicranie frequenti di prendersi cura del proprio udito: farlo potrebbe essere d’aiuto anche per contrastare frequenza e intensità dei mal di testa.

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